Mr Disney Goes to Tokyo
Kilala Princess e Supaidaman
Kilala Princess
Kilala Princess è un chiaro esempio di contaminazione tra universo Disney e manga shoujo giapponese. Pubblicato su Disney Next Gen, il manga di Nao Kodaka unisce la passione per le principesse Disney con una narrazione tipicamente giapponese.
Kilala Reno, protagonista, frequenta il liceo e sogna di trovare il principe azzurro come le principesse Disney che ammira. Un giorno incontra Rei, principe di Paradisus, addormentato nel giardino di casa sua, e insieme partono per salvare il regno alla ricerca della Settima Principessa. Il viaggio attraverso i mondi delle principesse Disney e la raccolta delle gemme unisce elementi fantastici occidentali e dinamiche tipiche dello shoujo.
Questa fusione dimostra come la cultura giapponese possa reinterpretare temi occidentali, dando vita a un prodotto originale pur mantenendo forte il richiamo alla Disney classica.
Supaidaman (Japanese Spiderman)
Supaidaman è un fenomeno unico: la versione giapponese di Spider-Man del 1978 prodotta dalla Toei Doga in collaborazione con Marvel. Qui troviamo un mix esplosivo di supereroismo Marvel e estetica tokusatsu giapponese.
Il protagonista è Takuya Yamashiro, motociclista scelto da un alieno per diventare l’Uomo Ragno giapponese tramite un braccialetto che inietta DNA aracnide. Diversamente da Peter Parker, Takuya guida la Spider Machine e, per combattere i kaiju, può far combinare la macchina con il gigante robot Leopardon, creando spettacolari scene di combattimento.
Supaidaman è un esempio perfetto di come un’idea occidentale possa essere trasformata radicalmente in chiave giapponese, aggiungendo elementi di mecha, kaiju e tokusatsu. L’opera mantiene la sostanza del personaggio originale ma esplora dimensioni narrative e visive del tutto nuove.
In sintesi, sia Kilala Princess che Supaidaman dimostrano come l’animazione giapponese abbia saputo assimilare e reinterpretare la “Disneyanità”, creando opere originali che rispondono a un pubblico locale senza perdere la magia e l’emozione delle storie occidentali.
